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Imparare a leggere e scrivere

I materiali Montessoriani per apprendere giocando

Lettere-smerigliate-montessori
Le mie lettere. Lettere smerigliate Montessori.

 

Leggere e scrivere sono due tra i gesti più frequenti nella vita di un adulto, si leggono e si scrivono romanzi, riviste, blog, ma anche etichette, bugiardini, sottotitoli, liste della spesa, messaggi, appunti e molto molto altro. La scrittura è talmente radicata nella nostra mente che, come accennato in un articolo precedente, non ha modificato solo il nostro modo di vivere ma ha alterato radicalmente il nostro modo di percepire la realtà, di fantasticare, di dimenticare.

Quanto tempo passiamo, ogni giorno, leggendo o scrivendo? Con che frequenza compiamo queste due azioni? Non è facile effettuare una stima ma, basandoci sulla ricerca condotta da Counterpoint Research, sappiamo che il 76% dei possessori di smartphone passa più di 3 ore sul proprio dispositivo, quasi il 50% più di 5 ore, non per niente il nostro presente è spesso definito l’era dello schermo. Buona parte del tempo passato sugli smartphone è assorbito da lettura e scrittura, se a questo tempo aggiungiamo quello passato al computer, a leggere un quotidiano, un libro o una ricetta, a prendere appunti, a scrivere promemoria, possiamo facilmente arrivare a concludere che oltre metà del nostro tempo cosciente è dedicato alle due azioni in esame: leggere e scrivere.

Leggere e scrivere per emulare i genitori

I bambini diventano grandi – tra le altre cose – grazie ad un processo di emulazione dell’adulto, se noi genitori compiamo delle azioni prolungate e frequenti rendiamo evidente l’importanza, a volte anche il piacere, che caratterizza il compimento di queste azioni. Nel contesto fin qui descritto è normale che i bambini manifestino interesse per la lettura e la scrittura sempre più precocemente.

Nostra figlia spesso, sin dall’età di un anno e mezzo (è tutt’ora uno dei suoi passatempi preferiti) si mette seduta sulla poltrona o sulla sua scrivania e scorre il dito sulle pagine dei libri, segue con gli occhi quell’indice paffutino e si racconta storie ad alta voce (ora ha 2 anni, non sa ancora leggere naturalmente, imita ciò che facciamo noi grandi ricordandosi tramite le immagini i racconti che le abbiamo letto) è così presa nel farlo che se per sbaglio la interrompi ti ammonisce con un “aspetta che sto leggendo da sola, fammi finile la stoia pima!“.
Altre volte prende carta e penna, matite, pennarelli o pastelli e scarabocchia qualche linea e ci dice “Guaddate: ho schitto mamma, papà e Viola!“.

Questi ed altri piccoli gesti sono una chiara manifestazione di interesse, lei vorrebbe sapere leggere e scrivere. Certo è difficile capire se è giusto assecondare un desiderio di apprendimento precoce, sicuramente è piacevole per i genitori sentirsi parte attiva nella trasmissione di due saperi così rilevanti, al contempo però c’è il timore di generare nei piccoli uno stato di frustrazione di fronte a due gesti tanto quotidiani per un adulto quanto complessi per un bambino.

Gioco e pregrafia

Esistono diverse attività che possono soddisfare la voglia di apprendimento in modo giocoso e che possono essere svolte prima dell’introduzione dell’alfabeto. Si può migliorare la manualità dei bambini facendo loro tracciare con la penna una linea seguendo un percorso pretracciato con un evidenziatore o un pennarello di colore differente, oppure creando un percorso con degli ostacoli sul foglio attraverso il quale far passare la suddetta linea. Un altro strumento adatto a migliorare la manualità, utilizzato nel Metodo Montessori, è la lavagna di sabbia. Un semplice contenitore con della sabbia che può essere utilizzato per tracciare forme, lettere o numeri con le dita. I bambini possono dunque scrivere senza essere inibiti dalla difficoltà che comporta il tenere in mano una penna. Sempre per sviluppare una motricità fine vengono impiegati i percorsi tattili, tracciati in rilievo che i bambini possono seguire con le dita. Le curve ampie o strette, le linee dritte, gli angoli retti, acuti o ottusi, ogni percorso replica uno dei tratti classici delle lettere dell’alfabeto. La A non è altro che un angolo acuto tagliato a metà da una linea retta, la B una linea retta accostata a due ampie curve, la C una curva molto ampia e così via. I tracciati consentono ai bambini di interiorizzare i movimenti che un domani saranno la base della loro scrittura.

Per scrivere serve la forza

Un aspetto che un adulto tende a sottovalutare è la forza delle dita necessaria per tenere, a lungo, la penna in mano. Effettuare un’azione che prevede movimenti raffinati, come la scrittura, diventa particolarmente difficoltoso quando la muscolatura si trova sotto sforzo. Il Metodo Montessori prevede dei materiali specifici per abituare le dita e tenere con fermezza la penna, si tratta di cilindri di legno, di peso differente incastonati in una tavola di legno, ogni cilindro ha in cima un pomello che tattilmente rassomiglia per forma e dimensioni alla penna, il gesto di prelevare e rilasciare i cilindri all’interno dei loro alloggi consente di rafforzare le dita e migliorare la precisione.

L’alfabeto

Nella fase successiva all’introduzione della motricità fine i tracciati acquisiscono un pizzico di complessità e diventano lettere a tutti gli effetti. I cartoncini con lettere smerigliate consentono di iniziare a memorizzare non più i componenti essenziali che compongono le vocali e le consonanti, le curve ed i segmenti sopra citati, ma le singole lettere nella loro interezza. Ogni percorso è corredato anche da piccole frecce che suggeriscono la via più conveniente per iniziare a tracciare la lettera in esame e, nel caso in cui la lettera lo renda necessario, i punti adatti dove staccare il dito dal tracciato (la penna dal foglio) e dove posizionarlo per completare le lettere che presuppongono un’azione suddivisa in due fasi: ad esempio la T in cui si traccia prima una linea dall’alto verso il basso, si stacca la penna dal foglio, e poi si traccia un’altra linea che interseca la prima nella parte alta, da sinistra verso destra. Le lettere smerigliate uniscono dunque la motricità fine alla memorizzazione delle singole lettere e dei movimenti necessari per replicarle. In questa fase si può introdurre anche l’alfabeto mobile, composto da una serie di lettere di legno, di cartone o di qualsiasi altro materiale si voglia, che consentono di creare le prima parole mediante selezione (le lettere sono già tutte disponibili, basta sceglierle) e scelta del posizionamento.

Perché l’apprendimento precoce di lettura e scrittura

L’apprendimento precoce, secondo noi, non deve essere caratterizzato da un fine competitivo, l’arrivare prima, il sapere già quando i compagni di classe dei nostri piccoli stanno ancora apprendendo, non è questo lo spirito… Insegnare ai propri figli a leggere e scrivere serve a generare complicità, a condividere momenti formativi indimenticabili e, soprattutto, a non frustrare i bambini che manifestano una spiccata voglia di padroneggiare queste due azioni, ad aprire quella porta che conduce alla fruizione autonoma delle loro fiabe, all’apprendimento non mediato e alla comunicazione che non vola ma permane.

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