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Il Trenino che cresce con te

Una tela bianca su cui edificare narrazioni

Trenino con binari in legno

L’auto è quotidiana, e come si sa la routine assopisce il piacere, l’aereo è abbastanza raro da conservare il gusto dell’evento, purtroppo però code ed attese caratterizzano l’esperienza in modo troppo marcato ed i piccoli oblò non permettono di abbracciare con soddisfazione il cielo con lo sguardo. C’è la nave con gli spazi aperti, il mare, le onde, il vento che fischia. Ed infine c’è lui, il treno, che placido e paziente attende nelle stazioni, che predestinato ad una meta attende parallelo ad altri treni, altre mete.

Il treno che è paziente mentre attende l’orario esatto ma non tollera ritardi, il treno che non aspetta nessuno ma permette l’arrivo in corsa, l’arrivo immediato e con il fiatone, quello sospeso tra il viaggio ed il non viaggio, senza code.

Il treno è intimo, ed è veloce. Il finestrino è uno schermo su cui i panorami cambiano repentinamente, è visione di città e di prati, di monumenti, paesaggi urbani e scogliere incontaminate, il treno, forse per questo, forse per altre ragioni più oscure, è il viaggio che inizia prima della meta.

Il treno è anche un gioco, un gioco immortale, i trenini c’erano quando si viaggiava con piccoli sbuffi di vapore e ci sono oggi che si viaggia green, esistono versioni tecnologiche e realistiche, con piccoli motori, suoni e passaggi a livello, e versioni più romantiche, legno, toni tenui, nessun realismo e movimento a spinta. Ci sono trenini di fantasia che hanno un nome ed un volto noto (Thomas), trenini fedelmente ispirati a modelli reali, e trenini di sintesi. Noi, per la nostra bimba, abbiamo scelto la sintesi.

Trenino: minimo comune denominatore

Il trenino è essenzialmente un vagone che viaggia su binari, e quando abbiamo scelto quello per Viola abbiamo cercato di spogliare il gioco da tutto ciò che non era necessario, il nostro treno è una tela bianca su cui edificare narrazioni.

Questo trenino lo abbiamo – più che scelto – creato, i pezzi (rotaie, vagoni, locomotiva) hanno dimensioni standard, dunque in lui convivono anime diverse, un pizzico di Lillabo Ikea più scampoli e frammenti di altri modelli, che uniti formano un trenino e uno scenario eclettico, vagoncini di forme differenti, in legno, ma dal design e dalle colorazioni variegate, perché un binario nasce nel tempo e nel tempo si modella, e non c’è continuità di stile, ma solo di intenti, in tante piccole unità, ognuna con una storia propria, che si uniscono per creare un percorso, finito o infinito.

Il nostro trenino è scalabile, cresce nel tempo, arriva un po’ alla volta, in origine era fatto da 1 locomotiva e 2 vagoni e poi le carrozze sono aumentate, sono arrivate altre locomotive, altri binari da assemblare, semafori, segnali stradali. Il nostro trenino, grazie alle sue dimensioni standard prima aveva una piccola tratta con due ponti – circolare e a percorrenza rapida – adesso ha degli snodi, tratte più lunghe, porta da una stanza ad un’altra e non ti obbliga ad un solo viaggio.

Ci sono più locomotive, ci sono più linee da seguire, ma la cosa che più conta è che le linee sono infinite, non si sa dove porteranno e quanto lunghe potranno diventare, il nostro trenino cresce con nostra figlia, il tempo – anche per lui – è incremento della complessità, è conoscenza del mondo, è gusto di andare ogni giorno un po’ oltre i propri limiti.

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