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La pappa la preparo io!

Giocare a cucinare come i grandi

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Viola a un anno, che ci prepara il caffé nella sua cucina “lossa”

Essere grandi, fare i grandi o “come” i grandi, è uno dei giochi preferiti dei bambini, e cosa fanno i grandi ogni giorno?

Lavorano perlopiù, ma questa attività si svolge fuori dalla vista dei bambini, poi al rientro in casa: cucinano, preparano il caffè, passano l’aspirapolvere, lavano, stirano, svolgono le più disparate faccende domestiche, attività casalinghe che purtroppo rubano tempo al gioco con i figli, tempo che a fine giornata è pochissimo, sicuramente mai abbastanza.

Queste attività quotidiane possono però, unendo l’utile al dilettevole, diventare un gioco, il gioco dello specchio: i genitori preparano la cena con i fornelli alti, le padelle e le pentole grandi, i bimbi possono fare altrettanto con le loro cucine in miniatura e i loro pentolini e padellini su misura.

Il senso di realtà è la chiave di questo gioco e può essere aumentato con pochi espedienti.

La cucina realistica

La cucina di Viola è in legno, bianca come la nostra, o meglio, quando l’abbiamo comprata era rossa, ma per uniformarla l’abbiamo ridipinta insieme, e adesso si integra perfettamente nella nostra cucina, non è più un corpo estraneo, non è più un gioco in cucina, adesso è la sua parte di cucina. È in stile vintage ed è essenziale: appendini, forno, manopole e fornelli, sono gli elementi che utilizziamo e che la rendono reale.

Se vogliamo che i nostri piccoli partecipino al rito dello chef stellato mentre noi prepariamo la cena reale, dobbiamo fornire loro una cucina che, per quanto possibile, appaia reale. Plastica e colori improbabili non sono adatti, non è così la vostra vera cucina, giusto?

cucina gioco in legno
La cucina-gioco di Viola integrata nella nostra cucina

La cucina in miniatura deve armonizzarsi con l’ambiente

perché i vostri bimbi devono sentirsi parte integrante, non relegati da soli nella stanza degli orrori, perché guardare quell’obbrobrio di plasticozza sgargiante vi fa lacrimare gli occhi più del tagliare la cipolla.

Eliminare la plastica a favore di materiali naturali come il legno, oltre al rispetto per l’ambiente, per l’illuminata Montessori, e per la vista, lo si fa anche per un motivo squisitamente pratico: le cucine in plastica sono spesso scadenti e poco stabili, ergo facilmente ribaltabili, motivo per cui, anche se si tratta solo di una “cucina giocattolo” meglio sceglierla robusta (oltre che costruita con materiali credibili proprio per l’associazione che i bimbi amano fare: “cucino come te!”).

Gli accessori reali

La cucina è IL contenitore, ma servono pentole, servono d’acciaio come le nostre, solo più piccole e maneggevoli. Serve una bilancia per pesare il cibo, una vera, con il display grande, dove si veda bene che i numeri cambiano realmente. Qualche cucchiaio di legno, una frusta, qualche strofinaccio. E poi la pasta, quella vera, da mettere in pentola prima e nei piatti poi.

I rituali

Come rinunciare al rituale del tè? Ci sono bellisimi servizi da tè racchiusi in cestini di vimini e baultetti che contengono tazzine, teiera e piattini indistruttibili, set così veritieri che vien voglia di usarli davvero (tant’è che noi a volte lo facciamo).

Se invece del tè preferite il rituale del caffè, non sottovalutate l’acquisto di una moka per i vostri bimbi, magari una piccola e reale, e delle piccole tazzine di alluminio, un giusto mix tra senso di realtà e sicurezza, anche quelle del set da tè andranno benissimo per il caffè.

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