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L’elfo sulla mensola e Rudolph dal naso rosso

Le tradizioni e la magia del Natale

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Il segnabontà

Quando la lancetta del segnabontà indica il rosso, è davvero un problema grosso…
Se il tuo bimbo non fa il bravo c’è poco da fare: senza regali è costretto a restare. Parola di Babbo Natale.
Per aiutare il tuo piccolo birichino, manda da lui Elfo Pallino!

Eh, sì, ci siamo presi Halloween, il Black Friday, il Cyber Monday, ci manca la “Festa del Grazie” col tacchino ripieno, e la tradizione americana è entrata a pieno titolo nel nostro stile di vita…
Ma come si fa a dire di No alla magia che si sprigiona in questo periodo dell’anno? Al prodigioso miracolo negli occhi dei nostri bimbi stregati da queste fantastiche leggende?  

Spensieratezza, magia e letizia devono essere le sole parole d’ordine del Natale! Che il Grinch rimanga nella sua caverna, noi la notte della vigilia aspettiamo Babbo Natale con infinita delizia, e prima di lui, l’1 dicembre, sono Rudolph e l’Elfo a fare irruzione nella nostra magione.

L’elfo sulla mensola

L’antica leggenda narra che, a partire dal 1° dicembre (in realtà in America dal quarto giovedì di Novembre, il Giorno del Ringraziamento) un elfo venga inviato da Babbo Natale per verificare che i bimbi facciano i bravi, non solo a Natale.

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Ti ho scovato Elfo Pallino!

Ma non è sul valore educativo che vogliamo puntare, quanto su quello del sogno.

Durante la giornata l’elfo appostato nella nostra casina ci sorveglia silenzioso, e la notte, a cavallo della Stella cometa, vola da Santa Claus col feedback prezioso. Di giorno dal Polo Nord poi fa ritorno, e al risveglio è da ritrovare il birichino, perché si nasconde ogni mattino in un diverso angolino.

Affinché tutto ciò accada, dobbiamo dare un nome all’Elfo (il nostro, Viola lo ha chiamato Pallino, come quello del suo libro*) è così che ha inizio la magia. L’elfo sarà con noi fino alla notte del 24 Dicembre, il suo compito terminerà con l’arrivo di Babbo Natale.

Naturalmente il compito di noi genitori è quello di sbizzarrirci in curiose posizioni e location in cui verrà scovato l’elfo ogni mattina, e – volendo – creare indizi da decifrare: i bimbi potranno seguire tracce dei pasticci che il piccolo aiutante ha combinato durante la notte, come briciole di biscotti a ‘mo di sassolini di pollicino, libri appaiati a domino che portano sulla strada giusta, palline dell’albero che come la stella cometa segnano la via… e quindi via… alla libera immaginazione.

Questa appassionante tradizione è nata nel 2005 con il libro “Elf on the shelf: A Christmas Tradition che Carol Aebersold e la figlia Chanda Bell hanno scritto nel 2005 davanti ad una tazza di tè (sì, le immaginiamo come Rory & Lorelai Gilmore al tavolo di Luke con ciambella e caffè). E quello che inizialmente era un libro autopubblicato a tiratura limitata, nel 2013 ha raggiunto il primo posto dei libri più venduti in America, naturlamente l’Elfo è ormai Guest Star alla parata di Macy’s per le vie di New York.

Il libro originale de L’elfo sulla mensola ha delle stupende illustrazioni ad acquerello dell’artista Coe Steinwart e il cofanetto in cui è racchiuso comprende un dolcissimo elfo dagli occhi azzurri.

Essendoci al momento solo la versione in inglese, abbiamo preferito prendere alla nostra bimba – che non si perde una parola di ogni storia – il libro in italiano *L’elfo di Babbo Natale edito da Doremì. Qui l’elfo non è compreso, ma ci sono buffissimi pupazzetti snodabili fra cui scegliere. Noi abbiamo preso questo: occhioni spalancati per osservare, e orecchie grandi per origliare…

E Rudolph dal naso rosso? Lui che c’entra?

Non c’è niente di più bello del creare storie e leggende per stimolare la fantasia dei nostri bimbi, e quale periodo migliore per creare un clima fiabesco, se non quello dell’attesa del Natale? Così per rendere magica anche la tradizione dell’avvento, arriva Rudolph ogni mattina a lasciare nel cassetto una sorpresina…

Nauseati all’idea che la nostra bimba ingurgitasse i pessimi cioccolatini che si trovano nel classico calendario dell’avvento, solitamente realizzato in scadente cartone che spesso finisce sbrindellato fra le manine dei piccoli al giorno 2… così come i cioccolatini… abbiamo pensato ad un calendario che durasse nel tempo, un calendario che rimanga nella nostra tradizione. Abbiamo scelto un albero di legno con 24 cassettini su cui abbiamo applicato gli adesivi con i numeri per il conto alla rovescia, è indistruttibile e il cioccolatino (scelto da noi) arriva solo una volta al dì, evitando il pericolo di indigestione.

A consegnarlo quale miglior alleato se non la renna prediletta di Babbo Natale? In questo caso, Rudolph rimane invisibile e la leggenda prende forma nella fantasia per mantenere il mistero. Quanto ci piace le mattine d’avvento sussurrare al risveglio “Viola corri, una lucina rossa sfrecciava nel cielo!“”, mentre lei è già sfrecciata giù dal letto ad aprire del giorno il cassetto…

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L’emozione del calendario dell’avvento: lo scorso anno e quest’anno. Che meraviglia la tradizione.

Ecco come torna Elfo Pallino dal Polo Nord il mattino, in groppa a Rudolph!

Rudolf dal naso rosso era una renna speciale sai…
aveva un naso così luminoso, come certo non ne hai visti mai!
E tutte le altre renne ridevano di lui in cor
e il povero triste Rudolf non poteva mai giocar con lor…
Poi Babbo Natale un dì di nebbia lo chiamò:
“Rudolf, naso luccicante, guiderai la mia slitta stanotte!”
E tutte le altre renne gridaron di gioia Rudolph dal naso rosso resti alla storia!

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