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Computer: una cosa da bambini

Il miglior pc è personale

Recentemente ho fatto il mentor ad un evento CoderDojo, sono stato talmente conquistato dall’entusiasmo dei ragazzi coinvolti che ho deciso di diventare stabilmente mentor volontario. Per chi non conoscesse CoderDojo, si tratta di club gratuiti dedicati ai bambini, il cui obiettivo è porre le basi per il pensiero computazionale. In sintesi grazie a software appositamente studiati, costruzioni programmabili, elettronica semplificata, si consente ai più piccoli di apprendere le basi del codice, del modo di pensare dei computer (il suddetto pensiero computazionale) rendendo i bambini non solo fruitori ma anche artefici di un mondo sempre più informatizzato. I bambini creano, ma non solo, vedono la creazione come un gioco, comprendono che i videogame non sono l’unica via di intrattenimento che un computer può offrire, sviluppano la logica e lo spirito di collaborazione. I genitori presenti agli eventi CoderDojo possono osservare ed a loro volta imparare e magari diventare compagni di avventura dei loro figli in questo nuovo ambito, è però necessario che siano in grado di essere osservatori discreti in grado di permettere ai veri protagonisti degli eventi, i bambini, di esprimersi liberamente, anche sbagliando, e di aiutarsi tra di loro.

Scratch: il software gratuito

Lo strumento maggiormente impiegato è un software gratuito, sviluppato da Lifelong Kindergarten Group dei Media Lab del MIT, liberamente scaricabile dal sito Scratch.mit.edu. Con Scratch è possibile sviluppare videogiochi, cartoni animati, storie interattive e molto altro utilizzando un linguaggio di programmazione a blocchi particolarmente intuitivo. Il software in questione può essere installato su tutti i principali sistemi operativi: Windows, Mac e su alcune versioni di Linux, per utilizzarlo è sufficiente un qualsiasi computer con dei browser abbastanza aggiornati ed il flash player (tutti software gratuiti e di facile reperimento ed installazione).

Un computer personale

Per utilizzare Scratch non serve un un hardware particolarmente performante. Visto che è sufficiente un pc anche estremamente economico io consiglio ai genitori di non far lavorare i bambini su computer costosi che vanno trattati con i guanti. Oggi già a partire da pochi euro è possibile acquistare un PC da affidare ai piccoli ( PC significa proprio Personal Computer ), in modo da consentire loro di esplorare, ovviamente con il rispetto del mezzo, ma senza eccesso di restrizioni né timori reverenziali. Sbagliando si impara, la libertà ed il coraggio di sbagliare sono dunque essenziali per crescere. Io credo che sia diritto di ogni bambino devastare un sistema operativo sperimentando software, modificando file e testando codici, penso che sia diritto di ogni nativo digitale formattare e reinstallare il proprio sistema operativo, provare nuovi sistemi operativi, senza rischiare di cancellare le foto di famiglia, i fogli di calcolo con il bilancio domestico e via dicendo. Su Amazon Renewed è presente una sezione informatica con desktop e notebook ricondizionati (prodotti con hardware riparato o sostituito ove necessario, aggiornato e verificato), protetti da garanzia come se fossero nuovi, a costi vantaggiosi. Di seguito invece una lista di mini pc estremamente economici che necessitano solo di un monitor ed una tastiera per funzionare, e addirittura possono essere collegati alla tv di casa rendendo il monitor superfluo. La tecnologia è oggi più a buon mercato, dotare un bambino di un proprio PC è oggi particolarmente semplice.

Un pc per imparare

Nel mio lavoro mi occupo anche di sviluppo web, ho imparato a programmare da piccolo proprio come detto prima: sbagliando, comprendendo i miei errori e cercando rimedi agli stessi. Il mio primo computer era un Commodore 64 (ecco un bel libro per nostalgici) che al contrario di quanto si pensi non era una console adatta solo ai videogame, il mio primo corso di informatica, vinto con un contest di matematica, l’ho fatto in 4° elementare, il mio primo 286 (il bisnonno dei quad core attuali) aveva inizialmente solo il Dos poi Windows 3.1 (mi pare fosse il prima sistema operativo a cartelle e per installarlo erano necessari una decina di floppy disk) e, escludendo Prince Of Persia, non aveva giochi installati. I software gratuiti erano ancora lontani, internet era agli albori e povero di contenuti, la connessione era lenta e costosa ed i modem emettevano dei suoni inquietanti. La cultura open non esisteva o comunque non era ricca, rilevante e diffusa come oggi.

La licenza di commettere errori era la forma di apprendimento più rilevante, la sola forse. Ho imparato a non vedere il computer come una black box modificando il bios, poi ripristinando le impostazioni di fabbrica perché il computer non si avviava più; ho imparato salvando le pagine web e aprendole con il block notes per vedere come erano fatte; ho imparato navigando tra le cartelle di sistema, spostando e creando file con il terminale… ho imparato senza timori reverenziali nei confronti della macchina. Questo apprendimento fatto di curiosità e coraggio, è reso più probabile se si opera su uno strumento proprio in cui non bisogna tutelare documenti ed impostazioni, in cui la sperimentazione è privata e non mitigata da troppe regole.

Il computer e la creatività dei bambini

Oggi si tende a pensare che smartphone e tablet abbiano sostituito pc e notebook, soprattutto nell’utenza giovane, ma i software che consentono di creare, ripeto creare e non consultare, sono ancora vincolati all’uso della tastiera, di un monitor dalle dimensioni generose, di un mouse o un trackpad. Un computer è il mezzo per imparare a programmare utilizzando editor gratuiti, per creare immagini mediante Gimp, animazioni in 3d con Blender, architetture complesse con sketchup, e molto molto altro ancora. La creatività è l’arma segreta dei bambini, per darle sfogo basta un pc, basta che sia personale.

 

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